L’Italia e l’Europa ai raggi X nel libro di Farese

Sovranità, identità, multiculturalismo, integrazione europea. Temi dirimenti per il futuro dell’Italia e soprattutto dell’Europa, il cui processo di costruzione politica appare ben lungi dall’essere completato, soprattutto dopo il voto sulla Brexit che ne ha messo a rischio le fondamenta costitutive. Argomenti che, distorti ed estremizzati, hanno costituito l’humus sul quale è cresciuto, negli ultimi anni, il consenso delle forze politiche populiste ed anti-europee. E proprio nel tentativo di sottrarre questi temi alla propaganda populista, riportandoli in un alveo di rigore e serietà, che nasce il volume “Identità fragile e integrazione difficile”(Rubbettino 2016; presentazione di Aldo Cazzullo) curato da Giuseppe Farese. Vomerese, funzionario di banca con la passione per il giornalismo( è pubblicista dal 2013), Farese ha raccolto in questo volume dieci conversazioni con i massimi esponenti del mondo accademico e culturale italiano. I nomi degli intervistati sono, infatti, davvero autorevoli. Mario Baldassarri, Giovanni Belardelli, Sabino Cassese, Andrea Carandini, Giuseppe De Rita, Ernesto Galli della Loggia, Carlo Jean, Mauro Magattti, Giovanni Sabbatucci, Paolo Savona. Dieci conversazioni, insomma, per trattare da diverse angolature( economica, giuridica, storica, sociologica) i suddetti argomenti a seconda del profilo dell’intervistato. C’è un filo rosso che attraversa tutto il libro come Farese specifica nella quarta di copertina e come si evince da un’attenta lettura delle conversazioni. E’ il tema dei confini, ideali e territoriali, che tiene insieme tutte le interviste. In particolare, il tema dei confini geografici è strettamente legato al concetto di sovranità territoriale. E proprio sull’indebolimento della sovranità esercitata dagli Stati nazionali che Farese richiama l’attenzione degli intervistati. Assistiamo, infatti, sempre più frequentemente, a cessioni di sovranità, politiche – economiche – territoriali, verso entità sovranazionali (Unione Europeo, Fmi, Bce), mentre in altri casi la sovranità è fortemente condizionata dall’andamento dei mercati internazionali e da eventi geo-politici straordinari. In tale rinnovato contesto Farese chiede lumi ai professori circa il futuro dello Stato nazionale, con particolare riferimento al processo di costruzione europea. Che ne sarà dello Stato-nazione come è stato finora inteso? Nasceranno gli Stati Uniti d’Europa oppure ogni Stato-nazione manterrà intatte le sue storiche prerogative? Queste ed altre domande Farese pone ai suoi interlocutori soffermandosi, altresì, sulla storica debolezza dello Stato nazionale nel nostro Paese. Nelle conversazioni vengono analizzati i fattori storici, politici ed economici che sono alla base della scarsezza del sentimento e dell’identità nazionale tra i nostri connazionali. Ne viene fuori un interessante excursus che, partendo dall’Unità , analizza tali cause in tutto lo svolgersi della storia d’Italia fino ad arrivare ai nostri giorni. Attraverso le sue domande Farese prova a rintracciare elementi unificanti sui quali fondare ai nostri giorni un rinnovato sentimento identitario. In tal modo, ad esempio, il patrimonio artistico e culturale diviene, in relazione alle risposte di alcuni degli intervistati, strumento per diffondere tra i cittadini senso civico e appartenenza nazionale. Ma la flebilità dell’afflato nazionale non è da ricercarsi unicamente nelle radici storiche del nostro Paese. Il multiculturalismo, filone secondo il quale all’interno di una comunità possono convivere religioni ed ideali profondamenti differenti, mina alla base le tradizionali regole di convivenze della nostra società. Un tema che suona di profonda attualità di fronte al dispiegarsi del fondamentalismo islamico con il quale tutte le società occidentali dovranno confrontarsi nei prossimi decenni. Non a caso, in una delle conversazioni, il multiculturalismo viene definito come il vero fenomeno del ventunesimo secolo. Anche sul multiculturalismo si confrontano, naturalmente, le autorevoli opinioni dei professori intervistati. Come per tutti gli argomenti trattati, gli approcci e le soluzioni divergono a seconda del profilo dell’interlocutore. Tutte le conversazioni sono, tuttavia, degne di essere lette per la qualità dei contenuti e delle riflessioni. Un libro, in definitiva, quello curato da Farese, che merita di essere letto e che offre al lettore idee e spunti per la ricostruzione in una stagione segnata da fratture economiche e geo-politiche che mettono a rischio la tenuta della società europea.
Cristiano De Biase
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