L’esperienza del contatto con la natura

Finalmente è arrivata la primavera. Cambia la stagione, ma continuiamo spesso a condurre la stessa vita, presi dalle nostre attività quotidiane, dal lavoro. E l’idea della presenza costante del sole ci fa stare meglio. Ma è così importante l’ambiente sul nostro equilibrio psicofisico? È fondamentale e, spesso, arriviamo all’estate completamente scarichi; quindi diventa ancora più difficile adattarsi ai ritmi diversi delle vacanze e quando finalmente siamo entrati in sintonia, le ferie terminano e ricomincia lo stress per riadattarsi nuovamente alla vita quotidiana (come ho scritto nell’articolo “Tornare al lavoro: lo stress da rientro”, pubblicato sul numero di Settembre 2014 del VomeroMagazine). Il periodo primaverile ci può offrire una grande occasione: quella di non dover attendere il mese di agosto. Abbiamo la possibilità di goderci meglio il rapporto con la natura e i suoi ritmi, iniziando fin da adesso ad utilizzare tanti piccoli momenti di relax e di ricarica energetica. Gli studi di psicologia ambientale ci evidenziano proprio questa dimensione che manca nelle grandi metropoli, mancanza che spesso è il preludio di depressione e malessere psicologico: il malessere psicologico può essere provocato dalla perdita di contatto con l’ambiente naturale. “Per decine di migliaia di anni abbiamo vissuto a stretto contatto con la natura, con luoghi, elementi e creature con cui siamo strettamente imparentati. A partire dagli ultimi cento anni, e per alcuni anche meno, è avvenuto un brusco distacco dal mondo naturale; nello stile di vita e di lavoro, nella realtà abitativa, nella stessa percezione di noi stessi, abbiamo cominciato a considerarci non più parte del mondo, ma padroni del mondo. Montagne, campi, piante e animali sono stati resi “cosa”, risorsa, privati di ogni dignità, senza identità né valore, se non quello economico” [M.Danon, Ecopsicologia, crescita personale e coscienza ambientale]. Ecco che oggi la psicologia deve prendere in carico anche questo disagio, aiutare le persone a riconnettersi con l’ambiente e con la comunità e non continuando a vederle come singole entità isolate. L’ecopsicologia, nata negli anni ‘90 negli USA, propone diverse attività, individuali e gruppali, a contatto con l’ambiente naturale, che man mano diventano ambiente terapeutico: secondo questa disciplina, la crescita personale in armonia con la natura è un processo che procede dentro e fuori; è più facile avvicinarsi alle parti di sé trascurate (o per qualcuno ignorate) e agli altri se ci si avvicina con fiducia al mondo. Quanto più riusciremo ad approfondire e apprezzare la ricchezza del nostro mondo esteriore, tanto più riusciremo a sentire la naturalezza del nostro sconfinato mondo interiore.
Luca Pizzonia – psicologo psicoterapeuta
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