I tesori del XVI e XVII secolo nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini

La Chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini, sita in Via Pacio Bertini, nei pressi di piazza degli Artisti, è un piccolo scrigno di tesori ed arte. Un vero museo, un’esposizione di opere per la gloria di artisti del XVI e XVII secolo: dei toscani Marco Pino, Giovanni Balducci, Pompeo Caccini e del campano Paolo De Matteis, allievo di Luca Giordano. Artisti di spicco del filone devozionale che sul finire del Cinquecento giunsero a Napoli, dove la committenza della chiesa è sempre stata straordinaria. Molte delle opere esposte nella chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini, provengono da un’ antica chiesa del XV secolo, dedicata anch’essa a San Giovanni Battista e ubicata nel rione Carità, precisamente in via Diaz, angolo con via Toledo. Una chiesa ricca di opere di notevole pregio, dove illustrissime famiglie toscane, degli Acciaiuoli, degli Antinori e dei pisani Tanucci, esercitavano il mantenimento e il diritto di patronato sulle Cappelle, che accoglievano le loro sepolture, come quella del pisano Bernardo Tanucci, ministro di Carlo III. Nel 1956 l’antica chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini fu abbattuta, per dare avvio al piano di bonifica dell’area del rione Carità per la costruzione del nuovo quartiere, nonostante la struttura e il patrimonio artistico fosseo usciti indenni dai bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale. La decisione dell’abbattimento, appoggiata dall’autorità ecclesiale, sollevò numerose polemiche da parte degli intellettuali fiorentini che tentarono in tutti i modi di salvare la chiesa quattrocentesca. A nulla valsero le loro proteste, ma ottennero che tutti i dipinti, gli altari, i monumenti marmorei, nonché le sepolture, fossero messe al riparo e trasferite nella nuova chiesa di San Giovanni Battista de Fiorentini, sita nel quartiere Arenella e aperta al culto il 6 dicembre 1959. Il trasferimento di alcune di quelle opere cinquecentesche avvenne tra il 1967 e il 1971. Oggi è possibile ammirare nell’area presbiteriale le 5 tavole del senese Marco Pino, quali “L’Annunciazione” del 1573, “L’Invocazione di San Matteo” del 1576, il “Riposo dalla fuga in Egitto” del 1575 e “L’ultima cena”, mentre “Il battesimo di Cristo” realizzato tra il 1557 e il 1569 è collocato sull’altare Maggiore, rispettando l’antica collocazione. Anche le tavole del fiorentino Giovanni Balducci, quali “La Natività,” la “Predicazione del Battista” e la “Decollazione del Battista”, databili tutte tra il 1601 e il 1602, furono trasferite insieme alla “Carcerazione del Battista” del fiorentino Pompeo Caccini (1601), oggi conservati nella sacrestia con “La Madonna con il Bambino” di Paolo De Matteis (1690). Gioielli del XVI e XVII secolo in mostra permanente nella chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini. Gioielli che spesso passano inosservati agli stessi fedeli che frequentano la chiesa. L’arte e gli artisti hanno la funzione non solo di educare alla bellezza, ma di ricordarci la storia di civiltà passate. Il patrimonio artistico presente nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini è un bene comune, come l’aria e l’acqua e necessita della partecipazione attiva di tutti per la sua conservazione, tutela e valorizzazione, anche ai fini di un incremento turistico ed economico del territorio.
Ersilia Di Palo
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