Fabiana Fiengo: arte e fantasia

Napoli fucina di talenti del fumetto
Classe 1992, Fabiana Fiengo è una giovane disegnatrice nata e formatasi al Vomero. Tenace e determinata, è riuscita a completare gli studi universitari (si è laureata in Filologia Classica presso l’Università “Federico II” di Napoli) senza trascurare la sua innata passione per il disegno, che ha coltivato frequentando corsi di Fumetto e Concept Art. Dal 2018 è diventata illustratrice freelance presso la Sergio Bonelli Editore.
Come ha fatto a raggiungere questi importanti traguardi, così giovane, e quale è stato il percorso per diventare disegnatore?
Per quel che mi riguarda, non esiste un vero e proprio percorso per diventare disegnatore. Ho sempre coltivato l’amore per il disegno facendo altre attività e altri studi, non immaginando che questa passione sarebbe potuta diventare una professione.
In tal senso è stata importante la frequentazione dei corsi della Scuola Italiana di Comix, precisamente quelli di Fumetto e poi di Concept Art, che mi hanno fornito le basi e poi mi hanno permesso di perfezionare il mio tratto.
Napoli e il fumetto: essere nata in questa città ha rappresentato un valore aggiunto alla sua carriera?
Napoli è una città complessa e controversa, in cui non mancano seri problemi di vario genere relativi a diversi aspetti della vita, tuttavia è anche una città che ha sempre espresso una grande creatività in tutte le forme di arte. In un periodo nel quale il fumetto si sta imponendo anche su piano letterario, è sintomatico che Napoli sia la fucina di un cospicuo numero di talenti che si sono affermati non solo a livello locale, ma anche nazionale e internazionale. In tal senso sono stata fortunata, perché sono partecipe di questa straordinaria effervescenza artistica, avendo io stessa avuto grandi artisti professionisti come miei maestri.
Di recente l’incontro con i personaggi de ‘i bastardi di pizzo falcone’, cosa ci racconta di questa ultima esperienza?
Il mondo di De Giovanni l’ho conosciuto da lettrice, prima, e da spettatrice televisiva, dopo. Proprio questa mia frequentazione con il suo universo narrativo mi ha stimolata a reinterpretare, attraverso un omaggio occasionale, i protagonisti dei suoi Bastardi in una chiave antropomorfa.
Non mi sarei di certo aspettata che una semplice illustrazione sarebbe diventata il punto di partenza di una serie a fumetti addirittura per la Bonelli editore. È stato un grande onore, una grande gioia e un grande impegno per me.
Quali sono i suoi progetti immediati e, se in cantiere, quelli a più lunga scadenza?
Al momento sono impegnata con il secondo volume dei Bastardi. In contemporanea sto lavorando con un mio amico sul progetto di un cartone animato che speriamo possa andare in porto prima possibile. Infine, c’è anche un’idea nel cassetto: un graphic novel imperniato sulla figura misteriosa del Principe di Sansevero, che mi vedrebbe nella duplice veste di autrice e disegnatrice.
Cosa si sente di consigliare ai tanti giovani che, magari, sono titubanti nell’intraprendere una carriera artistica come la sua, al punto da rinunciare ai propri sogni?
Ai sogni non bisogna mai rinunciare, ma è importante costruirsi sempre delle alternative perché la vita, a volte, prende delle strade inaspettate. Io da poco ho cominciato questa professione, quindi non sono, forse, la persona più adatta a dispensare consigli. L’unico che mi sento di offrire per chi volesse intraprendere una carriera simile è quello di non fossilizzarsi solo sull’aspetto tecnico, ovvero sul disegno, ma di studiare, leggere fumetti e libri, vedere film, insomma arricchire in tutti i modi la fantasia e la creatività, elementi importanti per una crescita artistica.
Gianpaola Costabile
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