Edenlandia, via ai lavori

Mercoledi 14 gennaio sono ufficilmente partiti i lavori di ristrutturazione, potatura alberi e messa in sicurezza del parco divertimenti Edenlandia a Fuorigrotta, da tempo ormai abbandonato. La suddetta struttura è stata rilevata da due imprenditori, Ciro Cangiano e Mario Schiano, i quali hanno dinanzi a loro un’impresa che ha dell’impossibile: ridare vita ad uno dei posti più importanti ed intrisi di ricordi di questa città. “Il lavoro sarà davvero tanto – racconta Ciro Cangiano – ma prima o poi avremmo pur dovuto iniziare”.
L’Edenlandia nacque nell’anno 1965 grazie all’impegno di Oreste Rossotto e dell’Avv. Luca Grezio come primo esperimento europeo di parco tematizzato, ispirato a quello nato 10 anni prima in California: Disneyland. Anche il logo napoletano seguì la falsariga di quello americano: il carattere di scrittura scelto fu il carattere gotico ed il simbolo un castello. I colori designati a rappresentare il parco furono il giallo per la scritta Edenlandia ed il colore blu per il castello. Il logo rimase invariato fino al 1990, quando attorno al castello fu aggiunta una corona di stelle, e la scritta fu rifatta a caratteri più pieni.Il castello raffigurato nel logo venne solo successivamente costruito al centro del parco (Castello di Lord Sheidon). Il nome Edenlandia venne scelto pensando ad un luogo adatto a tutti, adulti e bambini. Inizialmente l’ingresso al parco era gratuito, si pagavano solo le attrazioni. A fine anni novanta fu introdotto il “Braccialetto dell’allegria”; le scenografie furono realizzate dal Prof. Stefanucci, docente presso l’Accademia di Belle Arti. Nonostante l’incredibile boom dei primi 30 anni di attività, il parco non è riuscito a sopravvivere alle sempre crescenti difficoltà di gestione dovute soprattutto alla mancanza di un pubblico. Un parco divertimenti in città è il sogno di ogni bambino. Chi di noi del Vomero, Soccavo, Arenella, Fuorigrotta, Posillipo fino alla periferia più lontana di Napoli non ha un magico ricordo legato a questo posto?! Il desiderio che questa struttura possa, come promesso dal sindaco De Magistris, riaprire entro il 2015, ci fa in un certo senso tornare bambini. Le manine sudate prima delle montagne russe; il primo bacio prima della terribile discesa dei tronchi; le magiche graffe; il castello degli orrori e la zattera che ci portava al galeone. La paura di quella finestra che ogni tanto mostrava l’inquilina megera!
Forse la riapertura del Parco Edenlandia ha un significato molto più profondo di quanto si creda. L’Edenlandia rappresenta un luogo cittadino dedicato all’infanzia, a quei bambini spesso dimenticati; a quei pomeriggi col proprio padre dove varcata la soglia del parco divertimenti, si sarebbero avverati tutti i nostri desideri e le paure più radicate sarebbero state spazzate via con una forza inaudita: la forza dell’innocenza. Innocenza che questa città forse non ha mai posseduto ma che merita di donare ai più piccini, a coloro i quali ancora fremono per l’arrivo di Babbo Natale e si nascondono pensando alla burbera Befana; a coloro i quali credono che un sorriso ne generi un altro e che alla fine tutto andrà bene. Una città che non pensa ai suoi piccoli è forse una città che non ha il diritto di lamentarsi della qualità dei suoi grandi.
Noi intanto aspettiamo e speriamo che qualcosa cambi ed intanto cominciamo a spingere in fila perchè non si può resistere alla tentazione di entrare e correre verso le nostre giostre preferite!
Matteo Esposito
(foto Napolike)
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